La nuova via di Salvatore Scuotto si chiama
MORALE-S & NICOLETTA ITTO
Salvatore Scuotto, nato a Napoli nel 1969, frequenta il Liceo Artistico SS. Apostoli di Napoli dove segue le lezioni di Nicola Russo, allievo e poi collaboratore di Emilio Greco. Dopo una pausa di quattro anni, dedicati ai lavori più svariati, tra cui dj nei night club partenopei, decide di riprendere gli studi iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove sarà, questa volta, allievo di Giovanni De Vincenzo.
Nel 1996, due anni dopo aver concluso gli studi, inaugura, assieme ai fratelli Raffaele ed Emanuele, il laboratorio di artigianato artistico La Scarabattola con cui raggiunge fama internazionale per la sintesi tra tradizione e contemporaneità, legata al rinnovo della tradizione presepiale napoletana.
Ne sono testimoni, in questo senso, le importanti commissioni per il Palazzo Reale di Madrid, per la chiesa di Most Precious Blood di Manhattan a New York, per la Custodia di Terra Santa a Gerusalemme e per altre collezioni private.A questo periodo risalgono le mostre Mostro…il Diavolo del 2003, Pulcinellarifavola del 2004, il Mondo sospeso del 2005, nonché quella ospitata dalla Reggia di Caserta nel 2008.
In queste sono evidenti gli elementi caratterizzanti di quello che Roberto De Simone ribattezzò collettivo Scu8: l’altissima perizia artigianale, la profonda conoscenza della storia e delle tecniche artistiche, l’interesse per il mito e per il racconto popolare, la capacità di ascoltare la strada, il vicolo, di assorbirne immagini, volti ed umori.
Al 2009 risale, invece, la mostra SCU8-Maninarte, allestita presso Castel dell’Ovo e accompagnata da un testo di Luca Beatrice che definisce gli Scuotto eredi della Transavanguardia. Questa proietterà Salvatore ed il fratello Emanuele più concretamente nelle vicende dell’arte contemporanea, così come confermeranno Tradizione in Azione, prima grande antologica ospitata negli spazi del Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli sempre nel 2009, e La terra in una stanza allestita nel 2016, a cura di Pasquale Ruocco, presso la galleria Essearte, dove già si potevano riconoscere i prodromi di questa maturazione.
Nel 2018, infine, i fratelli Scuotto vengono selezionati tra i 52 artisti internazionali di “Ceramic Now. 60º Premio Faenza” presso il Museo Internazionale della Ceramica.
A seguito di questa Salvatore, in particolare nel corso del 2019, decide che i tempi sono maturi per avviare un percorso autonomo, per dar sfogo alla necessità di dar corpo alle sue immagini e alla sua vis polemica con maggiore libertà.
Il primo passo, non a caso, é stato un ‘cambio’ di cognome recuperando quello materno, Morale, reintegrato della “s” finale, che il bisnonno aveva tagliato per compiacenza al regime fascista di cui era sostenitore.
Nasce così Salvatore MoraleS e la sua nuova produzione, maggiormente legata alla cronaca di una società problematica, turbolenta, a tratti decadente e disumana.
I temi, oggi, sono quelli dell’immigrazione, dalla tratta feroce e mortale sulle rotte del Mediterraneo, alle politiche di accoglienza e integrazione, senza tralasciare gli atteggiamenti di certa politica populista, responsabile di alimentare nuove forme di violenza e razzismo, di chiusura e incomprensione.
Una visione quella di MoraleS che prende forma attraverso uno stile che mescola la tradizione millenaria della scultura in argilla ad un immaginario pop, decisamente urbano, sensibile al fenomeno della street art, così come al mondo del fumetto da Ranx ai supereroi della Marvel e dei videogame, senza tuttavia dimenticare la lunga storia della scultura da quella dell’Ottocento fino a quella più contemporanea, da Cattelan ai fratelli Chapman.
Ma MoraleS é soprattutto un artista che ha deciso di mescolare al piacere del racconto la necessità della contestazione, della polemica, la necessità cioè di una presa di posizione in un periodo di rigurgiti fascisti e tendenze xenofobe.
Ed é il caso delle opere esposte in occasione della mostra Virginem=Parthena, allestita presso lo spazio Nabi Interior Design di Napoli nel novembre del 2019. Tra queste opere quali Glu glu glu, un bel dito medio che inchioda l’opulento mondo occidentale dinanzi alle proprie responsabilitá, innabisandosi lentamente in un mare sempre più simile ad un cimitero; la sofferente Mamma Negra, una donna di colore incinta, di cui Amalia De Simone scrive: “Il domani è nella pancia rotonda e viva di una migrante che ci mostra il palmo della sua mano e ci chiede di fermarci. In questo olocausto di mare e di terra sono le donne le prime vittime, torturate, violentate, vendute e comprate e poi usate come bancomat di carne. In tutto questo dolore l’atto rivoluzionario è il venire al mondo, comunque. Nonostante l’odio.”
E poi La Sinera, Portapastelli colorito, una grottesca raccolta di matite che chiaramente dichiarano di non essere nere, fino a quel La Pacchia é finita! che tanto caos, rumore e sgomento ha creato nell’opinione pubblica italiana nel momento della sua diffusione, attraverso le immagini scattate da Sergio Siano. Quest’ultima infatti rappresenta, in maniera goffa e sgraziata, il leader della Lega, Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno, come il protagonista di un videogioco, armato di pistola giocattolo e crocifisso d’ordinanza, contro una squadra di immigrati in versione zombie. Un’opera che ha scatenato non solo le ire del cosiddetto Capitano, che ne richiese il ritiro immediato, ma di tutti i suoi tifosi sostenitori, nonché una discussione sul cosa o no fosse arte che é rimbalzata ad una velocità incredibile tra giornali, post, twitter e commenti on line, dalla quale é venuta fuori la fotografia di un paese confuso, a tratti arrabbiato e violento, sollecitato allo scontro più che al dialogo.
Tranne quest’ultima, le opere sul tema dell’immigrazione sono state esposte nella personale tenuta all’Arsenale di Amalfi nel dicembre del 2023, titolata “Diritti e Rovesci” a cura di Pasquale Ruocco. Per l’occasione, Morales realizza una toccante installazione, “Mare mostrum”, teste boccheggianti a pelo d’acqua, immagine disturbante di un naufragio.
Nell’aprile dello stesso 2023, MoraleS e la sua compagna d’arte e di vita, Nicoletta Itto, realizzano una installazione urbana nel Rione Sanità, “Bersaglio Nobile”, i multipli di un disco in resina con il ritratto di Gino Strada affissi negli spazi aperti del quartiere. Una operazione a sostegno dei diritti umani alla cui inaugurazione partecipano Simonetta Gola Strada e la giornalista Amalia De Simone.
Dell’ottobre 2024 è invece la grande mostra “Fango, gli Squallor a tutto tondo”, inaugurata il 12 ottobre 2024 al TIN, Teatro Instabile Napoli di Gianni Sallustro. Installazioni e sculture, di MoraleS e Nicoletta Itto, dedicate al mito degli Squallor, gruppo musicale, anarchico e irriverente, della musica italiana. La grande esposizione si avvale della collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e del Patrocinio morale del Comune di Napoli ed inaugura l’associazione Paleocontemporanea di cui MoraleS è presidente e Nicoletta Itto vice.